La storia della DMC DeLorean, sebbene breve e turbolenta, è una delle più affascinanti e iconiche nel mondo dell'automobile. Non si tratta solo della storia di un'auto, ma anche di quella di un uomo, un sogno, un fallimento e, infine, una rinascita cinematografica che l'ha resa immortale.
John Zachary DeLorean: L'uomo dietro il sogno
La storia inizia con John Zachary DeLorean, un ingegnere e manager di grande talento. Aveva un curriculum impressionante: dopo aver lavorato per Chrysler e Packard, si era unito a General Motors (GM), dove aveva scalato rapidamente le gerarchie. È stato il padre della Pontiac GTO, uno dei primi e più celebri "muscle car", e a 40 anni era il più giovane capo divisione nella storia della GM. A 48 anni era il vicepresidente del settore autovetture e camion, una posizione che lo poneva a un passo dalla presidenza dell'azienda.
Tuttavia, DeLorean era un anticonformista. Non sopportava la burocrazia aziendale e voleva creare un'auto che fosse innovativa, sicura e, soprattutto, diversa da tutto ciò che c'era sul mercato. Nel 1973, con grande sorpresa di tutti, lasciò la GM per inseguire il suo sogno.
La nascita del progetto
DeLorean fondò la DeLorean Motor Company (DMC) e iniziò a lavorare al progetto della sua "Dream Car". L'obiettivo era ambizioso: una vettura sportiva con carrozzeria in acciaio inossidabile, portiere ad ali di gabbiano e un elevato livello di sicurezza. Per il design, si affidò a un nome di grande prestigio: Giorgetto Giugiaro della Italdesign. Il design finale, con le sue linee spigolose e futuriste, divenne un elemento distintivo dell'auto.
Per la produzione, DeLorean cercò finanziamenti da vari investitori e, dopo aver scartato opzioni in Spagna e a Porto Rico, scelse l'Irlanda del Nord. Qui, il governo britannico, desideroso di creare posti di lavoro in una regione tormentata da conflitti (i "Troubles"), offrì ingenti sussidi e agevolazioni fiscali. Nel 1978, fu inaugurato uno stabilimento all'avanguardia a Dunmurry, vicino a Belfast.
La produzione e i problemi
La produzione della DMC-12 (il nome ufficiale del modello) iniziò nel 1981. Le prime auto uscirono dalla fabbrica e furono accolte con grande entusiasmo. La carrozzeria in acciaio inossidabile, che non necessitava di verniciatura, era un'innovazione estetica unica. Le portiere ad ali di gabbiano erano un richiamo esotico alla Mercedes 300 SL.
Tuttavia, i problemi non tardarono ad arrivare. Il motore, un V6 PRV (Peugeot-Renault-Volvo), non era potente come quello che ci si aspetterebbe da un'auto sportiva. Le prestazioni erano deludenti e la qualità costruttiva, a causa della fretta e dell'inesperienza della manodopera, era altalenante. I costi di produzione superarono le previsioni e le vendite non raggiunsero i numeri sperati.
Il crollo
La situazione finanziaria della DMC si fece sempre più precaria. Nel 1982, l'azienda era sull'orlo del fallimento. John DeLorean, disperato e alla ricerca di fondi per salvare la sua creazione, fu coinvolto in una situazione che segnò la fine di tutto. Fu arrestato in un'operazione sotto copertura dell'FBI con l'accusa di traffico di droga. Sebbene fu successivamente assolto (la giuria ritenne che fosse stato un "trappolone" dell'FBI per incastrarlo), il danno alla sua reputazione e all'azienda era irreparabile.
Nel 1982, la DeLorean Motor Company dichiarò bancarotta. Furono prodotte poco più di 9.000 auto in meno di due anni. La fabbrica chiuse, lasciando centinaia di lavoratori disoccupati.
La rinascita cinematografica
Sembrava la fine per la DMC DeLorean, ma il destino aveva in serbo qualcosa di straordinario. Nel 1985, il regista Robert Zemeckis e il produttore Steven Spielberg stavano cercando un'auto iconica per il loro film di fantascienza "Ritorno al futuro". Il design futuristico e le portiere ad ali di gabbiano della DeLorean la resero la candidata perfetta.
Nel film, la DMC-12 fu trasformata nella leggendaria macchina del tempo, con l'aggiunta di un "flusso canalizzatore" e altre modifiche fantascientifiche. L'auto, guidata da Doc Brown e Marty McFly, divenne un'icona della cultura pop, un simbolo di avventura, viaggio nel tempo e ribellione.
L'eredità
La DeLorean DMC-12 è un'auto che rappresenta un paradosso. È stata un fallimento commerciale e un disastro finanziario, ma grazie al cinema, è diventata un'icona immortale, un oggetto di culto amato da milioni di persone in tutto il mondo.
Dopo il fallimento, il marchio "DeLorean" è stato acquistato da Stephen Wynne, che ha fondato una nuova DeLorean Motor Company in Texas. Questa azienda non produce nuove auto, ma si occupa di restauro, manutenzione e vendita di ricambi originali per le DMC-12 esistenti, mantenendo vivo il mito.
La storia della DMC DeLorean è un monito sui rischi dell'ambizione sfrenata, ma è anche un potente esempio di come un'auto, pur non avendo successo sul mercato, possa diventare un'icona grazie al potere della cultura popolare.