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22/05/2024

Panhard

Anno fondazione 1985-1967

Panhard

La storia della Panhard è una delle più affascinanti e antiche nel panorama automobilistico. Nata come azienda di macchinari per la lavorazione del legno, si è evoluta fino a diventare un pioniere dell'auto, distinguendosi per le sue innovazioni tecniche.

Le origini (1845-1891)
Tutto inizia nel 1845 a Parigi, quando Jean-Louis Périn fonda un'azienda per la produzione di macchinari per il legno. Nel 1867, René Panhard, un brillante ingegnere, si unisce alla società, che diventa Périn & Panhard. L'azienda si espande e, dopo la morte di Périn, Émile Levassor, amico e socio di Panhard, entra a far parte dell'attività. È Levassor a intravedere il potenziale dei motori a scoppio e a siglare un accordo per produrre in licenza i motori di Gottlieb Daimler, dando così il via alla trasformazione dell'azienda in una casa automobilistica.

Le prime automobili e le innovazioni (1891-1930)
Nel 1891, la Panhard & Levassor (nome che assunse dopo l'ingresso di Levassor) produce la sua prima auto, la "Type A". Sebbene non fosse il primo veicolo a motore in assoluto, la Panhard fu la prima azienda a commercializzare automobili in serie e a introdurre un'innovazione fondamentale: il Système Panhard. Questo layout, che posizionava il motore nella parte anteriore del veicolo, il cambio al centro e le ruote posteriori motrici, divenne lo standard per l'industria automobilistica per decenni.

La Panhard divenne presto celebre anche nel mondo delle corse, partecipando e vincendo numerose competizioni, tra cui la Parigi-Bordeaux-Parigi del 1895.

Il periodo tra le due guerre e la crisi
Negli anni successivi, l'azienda continuò a produrre auto di lusso e ad alta tecnologia. Tuttavia, le due guerre mondiali segnarono un periodo di forte discontinuità. Durante i conflitti, la produzione fu convertita per scopi militari. Nel dopoguerra, l'azienda si ritrovò in difficoltà economiche.

La rinascita del dopoguerra e la fine della produzione civile
Per riprendersi dalla crisi del secondo dopoguerra, Panhard decise di puntare su auto più accessibili e innovative. Nel 1948, lanciò la Dyna X, una piccola utilitaria con una scocca in alluminio e trazione anteriore, caratteristiche molto avanzate per l'epoca. Il successo della Dyna X portò allo sviluppo della Dyna Z nel 1953, un'auto che si distingueva per il suo design avveniristico e per l'innovativo motore bicilindrico boxer, leggero e potente.

Nonostante le qualità tecniche, l'auto era molto costosa da produrre a causa dell'uso estensivo dell'alluminio e, in seguito, del passaggio all'acciaio. La situazione finanziaria dell'azienda rimase precaria, portando nel 1965 all'acquisizione completa da parte della Citroën, che già deteneva quote azionarie.

Nel 1967, la produzione di automobili Panhard cessò definitivamente.

L'eredità
Sebbene il nome Panhard sia scomparso dal mercato civile, l'azienda non è mai morta del tutto. La sua divisione militare, nota come Panhard Defense (oggi Arquus Defense), ha continuato a produrre veicoli blindati e militari.

La Panhard rimane un marchio iconico per gli appassionati di auto d'epoca, ricordata per le sue audaci innovazioni tecniche, i design unici e il suo ruolo fondamentale nella storia dell'automobile.